Come utilizzare il web negli studi umanistici e classici: il caso Wikipedia

Dunque gli studi classici ed umanistici, oggi sono finalmente supportati non solo da modalità cartacee. Per carità chi insegna, chi studia amerà sempre di più il supporto cartaceo e per quanto mi riguarda mantengo un rapporto di affezione unico con i miei libri, tuttavia l’assunto che mi sono dato nel redigere il sito è non sottovalutare la Rete e le sue risorse.

A questo proposito vorrei spiegare quali sono gli strumenti che possiamo utilizzare e quali sono invece quelli di cui diffidare.

Wikipedia: ovviamente è lo strumento principe a cui i giovani studenti liceali e non solo si rivolgono per ricerche, analisi di questioni e supporto sia generico che specifico. Come sapete è un’enciclopedia online dove tutti possono contribuire apportando correzioni, ampliando voci, modificando i contenuti sostenuti da strumenti di controllo. E’ in qualche modo un’idea di cultura aperta a tutti (ecco perché bisogna difenderla ad ogni costo), tuttavia è chiaro che non è esente da errori, visto il largo bacino di utenza che si occupa di rinnovarla. Però è strumento a mio parere molto utile, basti pensare che molte voci sono curate (per diletto) da noi insegnanti (ricordo con gusto il docente dell’Università presso il quale mi sono laureato scrivere parti delle voci: Crociate e Gerusalemme e divertirsi come un matto nel farlo) e hanno all’interno possibilità di linking infinite; ad esempio abbiamo la voce sul De rerum natura di Tito Lucrezio Caro (http://it.wikipedia.org/wiki/De_rerum_natura), al suo interno possiamo facilmente trovare oltre alle notizie biografiche sull’autore e ad una spiegazione della struttura e delle tematiche dell’opera, dei link che rimandano velocemente al contesto storico (in questo caso l’epoca finale della Roma Repubblicana) e soprattutto delle sezioni come Wikisource dove si può trovare il testo completo dell’opera, Wikiquote dove si possono approfondire alcune citazioni ed infine l’ovvia Bibliografia.

Senza contare l’apparato di immagini che pur non essendo vastissimo aiuta e parecchio la capacità di apprendimento, perché è certo che siamo in una fase nuova non solo della didattica, ma proprio della comprensione dei testi e se noi insegnanti ci fossilizziamo sui vecchi percorsi senza provare ad intendere le nuove strade che si sono intraprese, ci allontaneremo sempre di più da quelli che sono i referenti principali del nostro bagaglio culturale, i ragazzi.

Per concludere consiglio vivamente di utilizzare Wikipedia, facendo attenzione a non perdersi dentro, ma soprattutto utilizzando un superiore spirito critico e analitico di ciò che si sta leggendo, magari confrontando i risultati delle proprie ricerche con strumenti più sicuri. Consiglio infine di utilizzare quanto più possibile nella lettura di una voce di utilizzare confronti grafici, perché la cultura non deve più essere solo immaginata ma vista. E questo Wikipedia l’ha capito.

Pubblicato in lezioni private, Strumenti Didattici della Rete

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Benvenuti,

l’idea di un sito funzionale alla promozione del mio lavoro, mi è giunta dalle molteplici richieste ottenute tramite la rete; mi sono infatti reso conto del grande bacino di utenza che si può coprire e soprattutto della necessità di offrire un qualcosa di più specifico e più definito di un semplice annuncio. Un qualcosa che spieghi bene come lavoro e in che modo posso intervenire nella formazione dei ragazzi liceali e universitari e soprattutto conferire una panoramica il più possibile esauriente delle mie esperienze e dei miei obiettivi nell’ambito della didattica.

Dott. Davide Giuili

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